Cuore che brucia

I seminaristi del seminario “Saint John” si ritrovati catapultati in una breve esperienza missionaria, lo scorso fine settimana.

In due gruppi di 17, guidati dal rettore don Francesco e dal vicerettore don Raphael Brusli, i ragazzi hanno portato l’esperienza dell’Oratorio estivo in due villaggi nelle piantagioni di tè, Chatlapur e Patrokhola, distanti un’ora di viaggio nelle due direzioni opposte da Giasnogor, il luogo del Seminario.  

 “Jolonto hridoy”, vale a dire “Cuore ardente”, è stato il titolo del Oratorio, che riprendeva i temi di “Batticuore”, il grest italiano dell’anno scorso. È la continuazione missionaria dell’esperienza di grest vissuta nel seminario durante le vacanze di aprile. Ora, fuori dai confini del giardino del Seminario, il cuore ardente si è dilatato e ha raggiunto circa 120 bambini e bambine e le loro famiglie.

Con tanto di magliette con il logo, foglietti dei canti freschi di traduzione in bengalì (“I coccodrilli”, “Mattone su mattone”, “Questo è il gran concerto”…) e giochi divertenti, i nostri ragazzi hanno comunicato la gioia della vita cristiana, rimanendo sorpresi essi stessi per primi per il miracolo che accadeva attraverso di loro, l’avverarsi della promessa di Gesù: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20).

Sabato 22 luglio, prima di mezzogiorno, a bordo di 8 tre-ruote (apecar), i due gruppi si sono recati nei due villaggi. Dopo la rituale tazza di tè, preparata per i ragazzi da alcune famiglie, è cominciato il lavoro: invito per i bambini di casa in casa; nel pomeriggio, giochi e canti; la sera, il santo rosario nella chiesetta, con le famiglie; dopo la cena, la notte passata come in campeggio; la domenica mattina, la Santa Messa con tutto il villaggio e poi il ritorno in seminario. Stanchissimi!, ma con una gioia debordante.  Un programma intenso come la vita intera per un cuore che brucia.

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