
L’anno del Seminario “Saint John”, di Sylhet, si conclunde proprio mentre ci inoltriamo del tempo dell’Avvento, il tempo dell’attesa del Signore che viene.
In questi ultimi giorni prima di lasciarci per tornare a casa, dalle famiglie, per le vacanze, con i seminaristi abbiamo vissuto un’intensa verifica del cammino percorso, meditando proprio sull’attesa, prima con il ritiro spirituale nel seminario, a Giasnogor, e poi con le giornate di convivenza con i bambini di tre villaggi. A Chatlapur, in mezzo alle piantagioni di tè, a un’ora dal seminario, e a Jaflong a quattr’ore di pulman, nei due villaggi di Borla Punjee e Lama Punjee, a nord, al confine con l’India, i seminaristi hanno giocato e cantato con i bambini condividendo con loro la gioia della fede, con semplicità.

Il tema delle giornate di convivenza è stata la domanda sorprendente di Gesù al cieco di Gerico “Tu cosa vuoi?”.
Nell’assemblea fatta al ritorno dal viaggio di tre giorni, i seminaristi raccontavano che guardando i volti dei bambini avevano capito che l’attesa è dentro il cuore di ogni essere umano. Shuvro, uno dei ragazzi più grandi, di seconda superiore, diceva: “desiderio e fede, questo è ciò che siamo: un bisogno profondo e la certezza che il Signore Gesù lo colma”. Senza prendere sul serio quel desiderio che abbiamo nel cuore, anche un’esperienza così bella come quella vissuta in quei villaggi fuori dal mondo, non lascerebbe nulla in noi. Senza desiderio – desiderio di vita piena – non ci sarebbe fede.
Onik – prima superiore – diceva: “la fede è quella cosa che ci rende attivi, altrimenti come avremmo potuto mettere in piedi quest’opera meravillosa che abbiamo fatto insieme”.

“…E la gioia! In quei bambini la gioia!” dicevano altri ragazzi. “E quanto abbiamo mangiato! I grandi della comunità hanno preparato tutto quel ben di Dio per noi!”, altri poi: “Certamente ci aspettavano!”

Rejos – un ragazzo che in genere parla poco – ha colto poi l’urgenza di quella domanda di Gesù per sé: “Ed io cosa voglio?… Io vorrei stare sempre con Gesù e vivere per annunciare il Vangelo”. “Io voglio servire la Chiesa”, gli ha eco Nihit, un ragazzone di seconda media. Insomma, l’attesa del cuore urge una decisione per l’esistenza.

Buon Natale e grazie a coloro che sostengono il cammino del Seminario della diocesi di Sylhet.
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