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Costruzione della residenza per studentesse a “Saint Michael Mission”


Aggiornamento: Ottobre 2025.

Il piano terra dell’edificio della Residenza per studentese presso la “Saint Michael Mission” a Kamudpur, sarà pronto in pochi mesi. In queste settimane, si prepara la costruzione del primo piano. Qui abiteranno le religiose che si occuperanno delle ragazze e dell’azione di evangelizzazione e promozione umana dei villaggi della missione di San Michele. La collaborazione di tanti sostenitori renderà certamente possibile in tempi brevi la conclusione di entrambi i livelli così da rendere già la casa idonea per ospitare il primo gruppo di ragazze per il nuovo anno scolastico.

Anche attraverso carta di credito è possibile far pervenire il proprio sostegno:
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Giugno 2025, i lavori avanzano 
Cerimonia della prima pietra della residenza delle studentesse, 25 Novembre 2024 Un nuovo progetto chiama a un nuovo sforzo per sostenere la costruzione della Residenza delle studentesse presso la Missione di San Michele Arcangelo a Kamudpur, affidata ai missionari della diocesi di Ibarra.


La terra del tè
La regione di Sylhet, nella parte nordorientale del Bangladesh, si caratterizza per le vaste piantagioni di tè e per le foreste dove si coltiva la foglia “paan” e le noci di “betel”.

Le piantagioni di tè nel distretto di Moulvibazar In queste aree, e particolarmente nel distretto di Moulvibazar, vivono e lavorano le popolazioni più povere del Paese.
Si tratta delle tribù indigene del Bangladesh, spesso emarginate a causa delle loro differenti lingue e religioni.
Tra di esse ci sono hindù e cristiani (questi ultimi rappresentano lo 0,1% della popolazione).
Una situazione di grande povertà
La condizione economica e sociale di queste popolazioni è di grande povertà. Vivono in piccole case di terra, senza elettricità nè acqua potabile. I loro esigui guadagni sono appena sufficienti per sopravvivere.



Lavoro di selezione delle foglie di “paan” La paga giornaliera di un lavoratore delle piantagioni di tè, per esempio, equivale a 1,20 euro e, in generale, secondo il regolamento delle Compagnie di tè, in ogni famiglia non può esserci che un solo lavoratore, dunque non più di un salario per famiglia.
L’accesso all’assistenza sanitaria o all’istruzione per le famiglie delle piantagioni di tè o per i coltivatori di “paan” e “betel” è molto limitata, a causa della scarsità dei centri di salute e delle scuole e per a difficoltà degli spostamenti.
In quest’area geografica, in effetti, l’assistenza scolastica è molto bassa. Sono altresì frequenti i casi di abbandono scolastico e matrimoni precoci.

Abitazione di una famiglia di lavoratori delle piantagioni di tè La residenza per studentesse
Con l’obiettivo di creare un luogo di formazione per le ragazze delle piantagioni di tè e delle zone forestali del distretto di Moulvibazar, la “Saint Michael Mission” della Diocesi di Sylhet, intende creare una residenaza per studentesse. In tale luogo, 30 ragazze, ogni anno, troveranno un luogo adeguato per poter studiare e alimentarsi in modo approriato.
La residenza – in Bangladesh viene chiamata “hostel” – le ragazze potranno, altresì, ricevere formazione umana e spirituale, con particolare attenzione alle dimensioni dell’affettività e dignità della donna.
Dall’“hostel” le ragazza potranno frequentare i vicini istituti scolastici a Komolgonj, a meno di 3 km di distanza.
L’edificio della residenza ospiterà al piano terra 16 ragazze; e al piano, la comunità delle religiose che si prenderanno cura dell’hostel, del centro di salute e del lavoro pastorale nei villaggi. Il costo della costruzione è, in moneta locale, di 15.578.234 BDT, equivalenti a $ 139.000 euro, un costo elevato dovuto alle fondamenta per per 5 piani.
In una fase successiva, quando anche il secondo piano sarà realizzato, ci sarà posto per altre 16 ragazze.
Referente del progetto
Il referente del progetto è il sacerdote italiano Don Francesco Rizzo, missionario della diocesi di ecuadoregna di Ibarra presso la diocesi di Sylhet, in Bangladesh.

Sostenere il progetto di costruzione della residenza per studentesse presso la “Saint Michael Mission” a Kamudpur

È possibile sostenere il progetto con una donazione a uno dei seguenti conti bancari:
– Conto della Diocesi di Sylhet: The Sylhet Catholic Diocese; Commercial Bank of Ceylon PLC; Account Number: 2807005921; Swift Code: CCEYBDDH. Address: Sylhet Branch, 982 Dargah Gate. Sylhet, Bangladesh.
– Associazione Shaplà. Shaplà Associazione no profit per il Bangladesh; IBAN IT 02 O070 6676 5320 0000 0039 267 ; Codice Swift: ICRAITRRTMO
email: shaplaperilbangladesh@gmail.com
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Cuore che brucia
I seminaristi del seminario “Saint John” si ritrovati catapultati in una breve esperienza missionaria, lo scorso fine settimana.

In due gruppi di 17, guidati dal rettore don Francesco e dal vicerettore don Raphael Brusli, i ragazzi hanno portato l’esperienza dell’Oratorio estivo in due villaggi nelle piantagioni di tè, Chatlapur e Patrokhola, distanti un’ora di viaggio nelle due direzioni opposte da Giasnogor, il luogo del Seminario.


“Jolonto hridoy”, vale a dire “Cuore ardente”, è stato il titolo del Oratorio, che riprendeva i temi di “Batticuore”, il grest italiano dell’anno scorso. È la continuazione missionaria dell’esperienza di grest vissuta nel seminario durante le vacanze di aprile. Ora, fuori dai confini del giardino del Seminario, il cuore ardente si è dilatato e ha raggiunto circa 120 bambini e bambine e le loro famiglie.
Con tanto di magliette con il logo, foglietti dei canti freschi di traduzione in bengalì (“I coccodrilli”, “Mattone su mattone”, “Questo è il gran concerto”…) e giochi divertenti, i nostri ragazzi hanno comunicato la gioia della vita cristiana, rimanendo sorpresi essi stessi per primi per il miracolo che accadeva attraverso di loro, l’avverarsi della promessa di Gesù: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20).




Sabato 22 luglio, prima di mezzogiorno, a bordo di 8 tre-ruote (apecar), i due gruppi si sono recati nei due villaggi. Dopo la rituale tazza di tè, preparata per i ragazzi da alcune famiglie, è cominciato il lavoro: invito per i bambini di casa in casa; nel pomeriggio, giochi e canti; la sera, il santo rosario nella chiesetta, con le famiglie; dopo la cena, la notte passata come in campeggio; la domenica mattina, la Santa Messa con tutto il villaggio e poi il ritorno in seminario. Stanchissimi!, ma con una gioia debordante. Un programma intenso come la vita intera per un cuore che brucia.

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La missione “San Michele Arcangelo”
A Kamudpur, nel distretto di Moulvibajar, inizia la costruzione della Missione “San Michele Arcangelo”, affidata ai missionari della diocesi ecuadoregna di Ibarra.

Il vescovo Mons. Shorot Gomes con don Francesco Rizzo ed altri rappresentanti delle comunità cristiane vicine a Kamudpur Il 15 novembre del 2022, il vescovo di Sylhet, S.E. Mons. Shorot Francis Gomes, ha benedetto il terreno e dato il primo colpo di zappa per lo scavo e per gettare le fondamenta dell’edificio che ospiterà il centro di salute e la chiesa della nuova missione. Da Ibarra, anche il nostro vescovo S.E. Mons. René Coba, era spiritualmente presente.

Padre Nicolas Baroi, parroco di Sreemongol, insieme al Vescovo e don Francesco 


Già dal 2015, in un incontro con S.E. Mons. Valter Maggi – allora vescovo di Ibarra – era stato proprio Mons. Shorot, che all’epoca era vicario generale di Sylhet, a indicare questo punto nella cartina del Bangladesh, tra Sreemongol e Lockhipur, come luogo per stabilire un nuovo centro di missione per sostenere il lavoro pastorale della vasta parrocchia di Sreemongol, il cui territorio supera i 100km di longitudine. La Divina Provvidenza ha lavorato in questi anni, facendo possibile l’acquisto del terreno e l’inizio dei lavori della prima fase di costruzione.
Da San Michele Arcangelo, i missionari potranno visitare i numerosi villaggi delle popolazioni indigene, nell’area delle piantagioni di tè intorno a Kamudpur.


Nella cerimonia di benedizione, erano presenti i rappresentanti delle comunità cristiane vicine per accogliere con gratitudine questa nuova tappa dell’opera che il Signore realizza per i suoi poveri.
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La fiesta Pueblo de Dios


Queridos amigos, la fiesta de San Miguel, el pasado domingo 28 de Septiembre 2025, ha sido un evento de gracia para nuestra misión, culmen de un intenso mes de visitas a las aldeas para la catequesis sobre la fe, la celebración penitencial y la adoración Eucarística. La participación alegre y numerosa del pueblo cristiano es un llamado a serviré con aún mayor compromiso los corazones deseosos de encontrar a Jesús, aquí en esta tierra.


De las diez aldeas confiadas a la iglesia de San Miguel, más de ochocientos feligreses se han reunido para participar en la Santa Misa presidida por el Obispo de Sylhet, Mons. Shorot Francis Gomes.
En la celebración, una chica de 10 años y dos señoras adultas han recibido el Santo Bautismo (las dos adultas, también la Confirmación). Con ellas otros 39 chicos y chicas han recibido por primera vez la Santa Comunión.


Diferentes grupos de cantores se han fundido en un único coro para realizar los cantos en los diferentes idiomas de nuestra gente, bengalí, kashia, garo, sadri. Con ellos también los seminaristas del seminario “Saint John”, sirviendo la Misa, han ayudado todo el pueblo a percibir la presencia de Dios en la belleza de la liturgia.
Padre Francesco Rizzo, ha recordado con gratitud cómo la iglesia de san Miguel ha nacido por la respuesta de la Diócesis de Ibarra a la invitación del Obispo de Sylhet.

Los seminarista del Seminario “Saint John” 
Con varias danzas los niños jóvenes de las aldeas han expresado la alegría de la fe después de la Santa Misa Mons. Shorot, en su homilía, ha invitado a todos a continuar por el camino emprendido para dar fuerza a esta realidad eclesial que pronto llegará a ser constituida como parroquia.

La estatua de San Miguel Arcángel al interior de la iglesia ha sido realizada en madera por el escultor Ecuatoriano Segundo Leonardo Limaico Flores, de San Antonio de Ibarra 
Después de la Misa las danzas de los jóvenes y de los niños y el almuerzo de fraternidad han completado la bella jornada de fiesta.
Un agradecimiento especial va a los muchos amigos en Italia y en Ecuador que con su ayuda espiritual y económica sostienen la misión de San Miguel Arcángel, en Kamudpur, en la Diócesis de Sylhet.

La estatua de San Miguel Arcángel colocana en el pináculo derecho de la fachada de la iglesia ha sido realizada en fibra por el escultor bangladeshí Wilson Bergman y se inspira a la estatua de madera en la iglesia de San Agustín en Ibarra. Para sostener económicamente la misión, he aquí los datos de la cuenta bancaria:
Cuenta de ahorro, Francesco Rizzo, Banco del Pichincha, 2203737511 (RUC; 0959298720; email: francescorizzo27@gmail.com) -
La chiesa di San Michele Arcangelo a Kamudpur

L’attesa per la Dedicazione della chiesa di San Michele Arcangelo a Kamudpur era grande. In molti divevano: “Padre, quando la chiesa sarà terminata lei abiterà più vicino e potremo avere la Messa più spesso.”
Il giorno finalmente arrivato, l’11 maggio scorso la nostra chiesa è stata offerta al Signore come suo tempio sacro ed è stata inaugurata la quasi-parrocchia che comprende 10 comunità cristiane che da Kamudpur saranno seguite: Palkichora, Chatlapur, Dabolchora Punjee, Kalenjee Punjee, Kurma Punjee, Kurma Bagan, Patrokhola Bagan, Patrokhola Punjee, Katabil e Modonmohonpur, in un raggio 20 km, fino ad adesso parte della vastissima parrocchia di Sreemongol, nel distretto di Moulvibazar.


La celebrazione
Numerosi sacerdoti hanno concelebrato con il Vescovo nella solenne liturgia. I seminaristi del Seminario Saint John hanno prestato il loro servizio e il coro degli ostelli dei fratelli Maristi hanno cantato splendidamente. Nella celebrazione hanno preso parte più di 1500 persone. Molti fedeli provenivano da altre parrocchie.
Erano prensenti anche i vicini, mussulmani e hinduisti di Kamudpur, curiosi di vedere cos’è una chiesa.




La “chiesa” e la “Chiesa”
La chiesa di mattoni è il segno della Chiesa, quel tempio fatto di coloro che il Signore Gesù chiama a sè per farne la sua dimora. È la prolungazione dell’Incarnazione del Verbo. La Chiesa è infatti una vita. È la vita di Cristo che scorre nelle vene dei suoi amici.


L’unzione dell’altare è il rito centrale della dedicazione della chiesa 
Durante la celebrazione sono state collocate alla base dell’altare le reliquie di alcuni santi, portate da Bari come dono prezioso don Valentino Campanella, caro amico di don Francesco dai tempi del seminario. Sono le reliquie dalle ossa di San Pietro e San Paolo, San Francesco di Paola e Santa Francesca Cabrini. Le reliquie dei santi ricordano che la vita che Cristo dona è la santità. Tutti noi partecipiamo di questa vita per il battesimo formando una sola famiglia – coloro che già sono nella pienezza della gloria del Cielo, i santi; coloro che ci hanno preceduti nella morte e si purificano per le nostre preghiere; noi che siamo pellegrini in questo mondo.

Don Emanuele Valentino Campanella, porta in processione le reliquie dei santi 
Ai piedi dell’altare vengono collocate le reliquie dei santi In questa terra di piantagioni di tè e foreste, nella regione di Sylhet, in Bangladesh, dove la presenza dei cristiani non raggiunge lo 0,1%, la chiesa di San Michele annuncia che il Signore Gesù è presente, parla con i suoi amici, li rinvigorisce con i sacramenti e dà loro la consistenza di una comunità viva, disposta a condividere e ad annunciare il Vangelo.
La chiesa di San Michele Arcangelo
La chiesa di San Michele è semplice. È una costruzione di due piani: l’aula liturgica al piano terra e l’appartamento per i sacerdoti al primo piano. E’ stata realizzata grazie all’aiuto economico di “Church in Need”, “Missio Aachen” e “Propaganda Fide”. Ma molti altri benefattori in Ecuador, attraverso la Diocesi di Ibarra, e in Italia, attraverso la Associazione Shaplà hanno sostenuto l’opera.

Il vescovo d Sylhet, S.E. Mons. Shorot Francis Gomes, nell’omelia della Messa della Dedicazione, ha espresso gratitudine ai benefattori e alla diocesi di ecuadoregna Ibarra al cui missionario don Francesco Rizzo che ha costruito questa chiesa che adesso viene a lui affidata con il lavoro missionario che da qui si realizza. Mons. Gomes ha ricordato specialmente S.E. Mons. Valter Maggi “un vescovo dal cuore missionario”da cui nata la collaborazione fraterna della diocesi di Ibarra da quasi 8 anni. Il nome di San Michele dato a questa missione è dovuto proprio al patrocinio dell’Arcangelo su Ibarra.


Il Vescovo di Sylhet, Mons. Shorot Francis Gomes Dagli artigiani della cittadina di San Antonio di Ibarra sono le sculture in legno que donano alla semplice chiesa di Kamudpur una grande bellezza che nutre il cuore e lo attira verso Cristo: il Crocifisso, la statua di San Michele Arcangelo, la colomba dello Spirito Santo sopra l’altare e le formelle della Via Crucis.

La statua dell’Arcangelo San Michele, opera del maestro Leonardo Limaico, di San Antonio de Ibarra, Ecuador 



Le formelle della Via Crucis, opera del maestro Leonardo Limaico Altri elementi significativi della chiesa sono il colore azzurro all’interno che significa il Cielo in cui si entra partecipando della liturgia, e, nella facciata il gran rosone simbolizza Cristo stesso con i dodici Apostoli per dire che la Chiesa è comunione fondata su Cristo.

Dal tempio alle opere di carità
Il tempio si prolunga poi nelle opere di carità. Una parte dell’edificio è il Centro di Promozione della Salute della Famiglia (costruito con l’aiuto della Conferenza Episcopale Italiana) e, un po’ più in là si sta costruendo la “Residenza delle studentesse” dove 32 ragazze (nella prima fase della costruzione, 16) provenienti dai villaggi dei lavoratori di tè e dei coltivatori delle foglie di “paan” potranno vivere e studiare frequentando le scuole superiori vicine.


Insomma una grande opera questa che il Signore sta realizzando attraverso le povere mani dei suoi amici.

Il coro è formato dai ragazzi e le ragazze dell’ostello dei Fratelli Maristi, Giasnogor 
I seminaristi del Saint John’s Seminary, con il rettore don Francesco Rizzo e il vice rettore don Tues Barnard Nokrek Per sostenere la Missione:
SHAPLA’ – Associazione no profit per il Bangladesh
Bcc Magna Grecia. IBAN IT 02 O070 6676 5320 0000 0039 267 ; Codice Swift: ICRAITRRTM0
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La iglesia de San Miguel Arcángel en Kamudpur



Era grande la espera por la Dedicación de la iglesia de San Miguel Arcángel, en Kamudpur. Muchos decían: “¡Padre, cuando la iglesia estará terminada usted habitará más cerca y podremos recibir la Misa más a menudo!”
El día por fin ha llegado. El pasado 11 de mayo nuestra iglesia ha sido ofrecida al Señor como Su templo sagrado y ha sido inaugurada la misión de la “casi-parroquia”, que comprende 10 comunidades cristianas que desde Kamudpur serán atendidas: Palkichora, Chatlapur, Dabolchora Punjee, Kalenjee Punjee, Kurma Punjee, Kurma Bagan, Patrokhola Bagan, Patrokhola Punjee, Katabil y Modonmohonpur, en un radio de 20 km, y que hasta ahora eran parte de la muy extensa parroquia de Sreemongol, en el distrito de Moulvibazar.
La celebración


Muchos sacerdotes han celebrado con el Obispo en la solemne liturgia. Los seminaristas del Seminario “Saint John” han prestado su servicio y el coro de los muchachos y muchachas del hostel de los hermanos Maristas han cantado espléndidamente. En la celebración han participado más de 1500 personas. Muchos fieles venían de otras parroquias.
También estaban presentes los vecinos musulmanes e hindúes de Kamudpur, curiosos de ver cómo es una iglesia.
La “iglesia” y la “Iglesia”
El templo de ladrillos es signo de la Iglesia, aquel templo hecho de aquellos que el Señor Jesús llama a sí para hacer de ello su morada – es la prolongación del misterio de la Encarnación del Verbo. La Iglesia, en efecto, es una vida, la vida de Cristo corre en las venas de los Sus amigos.


Durante la celebración has sido colocadas en la base del altar las reliquias de algunos santos, traídas desde Italia como don precioso por padre Valentino Campanella, querido amigo de P. Francesco, de los tiempos del seminario. Son las reliquias de los huesos de San Pedro y San Pablo, de San Francisco de Paula y de Santa Francisca Cabrini. Las reliquias de los santos nos recuerdan que la vida que Cristo nos dona es la santidad. Todos nosotros participamos de esta vida por el Bautismo formando una solo familia – aquellos que ya están en la plenitud de la gloria del Cielo, es decir los santos; aquellos que nos han precedido en el sueño de la muerte y se están purificando por nuestras oraciones; y por nosotros todavía peregrinos en este mundo.




En esta tierra de plantaciones de té y selvas, en la provincia de Sylhet, en Bangladesh, donde la presencia de los cristianos no alcanza el 0,1%, la iglesia de San Miguel anuncia que el Señor está presente y habla con sus amigos, los fortalece con sus sacramentos y les da la consistencia de comunidades vivas, dispuestas a compartir con los necesitados y a anunciar el Evangelio.

La iglesia de San Miguel Arcángel
La iglesia de San Miguel es sencilla. Es un edificio de dos pisos: el aula litúrgica en la planta baja; la casa de los sacerdotes en la planta alta. Ha sido construida gracias a la ayuda económica de “Ayuda a la Iglesia que sufre”, “Missio Aachen” y “Propaganda Fide”. Pero muchos otros benefactores en Ecuador, a través la Diócesis de Ibarra, y en Italia, a través la asociación “Shaplá”, han sostenido la obra.
El Obispo de Sylhet, S.E. Monseñor Shorot Francis Gomes, en la homilía de la Misa de la Dedicación, ha expresado gratitud hacia los benefactores, particularmente ha recordado a la Iglesia del Ecuador – que recientemente ha visitado – y en particular a la Diócesis de Ibarra, cuyo sacerdote, P. Francesco Rizzo ha construido esta iglesia y en cuyas manos es ahora confiada junto con la obra de evangelización que tiene aquí su centro.


Mons. Gomes ha recordado con afecto especial a S.E. Mons. Valter Maggi, “un obispo con corazón misionero” de donde ha nacido la colaboración fraterna con la Diócesis de Ibarra hace ya casi 8 años. El nombre de San Miguel dado a esta iglesia, se debe al hecho que el Arcángel es el patrono de Ibarra.


Son de los artesanos de la ciudad de San Antonio de Ibarra las esculturas de madera que donan a la iglesia de Kamudpur una gran belleza que alimenta el corazón y lo atrae hacia Cristo: el Crucifijo, la estatua del Arcángel San Miguel, la paloma del Espíritu Santo sobre el altar y las estaciones del Vía Crucis.


Otros elementos significativos de la nueva iglesia son el color azul en el interior, el cual recuerda el Cielo, el lugar divino en el que se entra cuando se participa en la sacra liturgia y, en la fachada el gran rosetón, que simboliza Cristo mismo con los doce Apóstoles, para indicar que la Iglesia es comunión y su fundamento es Cristo.

Desde el templo a las obras
El templo prolonga en las obras de caridad: una parte del edificio es el Centro de Promoción de la salud de la familia (construido con la ayuda de la Conferencia Episcopal Italiana) y, a pocos metros la “Residencia de las chicas estudiantes” todavía en construcción, donde podrán encontrar acogida 32 muchachas de las aldeas de trabajadores del té y de cultivadores de hojas de pan, y poder asistir a los colegios cercanos.
En fin, se trata de una gran obra que Señor está realizando a través de las pobres manos de sus amigos.


Para sostener económicamente la misión, he aquí los datos de la cuenta bancaria:
Cuenta de ahorro, Francesco Rizzo, Banco del Pichincha, 2203737511 (RUC; 0959298720; email: francescorizzo27@gmail.com) -
Saint Michael the Archangel church in Kamudpur
The waiting for the Dedication of Saint Michael the Archangel in Kamudpur have been long. Many used to say: “Father, when the church is finished, you will live close and we will get Mass frequently!”


Now the day has come. On past May 11th, our church was offeredto the Lord as his sacred temple and the Mission Centre of Kamudpur has been inaugurated. From here 10 Christian communities are going to be attended: Palkichora, Chatlapur, Dabolchora Punjee, Kalenjee Punjee, Kurma Punjee, Kurma Bagan, Patrokhola Bagan, Patrokhola Punjee, Katabil e Modonmohonpur, within a radius of 20 km. Till now they were part of the huge parish of Sreemongol, Moulvibazar district.
The celebration
Many priests concelebrated with the bishop in the solemn liturgy. The seminarians of the Saint John’s seminary served and the choir of Marist Brothers’ Hostels marvellously sang. In the celebration joined more than 1500 faithful. Many came from other parishes.





There were many of the neighbours of Kamudpur, Muslins and Hindus, curious to see what a church is.
The “church” and the “Church”
The bricks-made temple is the sign of the same Church, that temple made by all those the Lord Jesus calls close to make them his own home. It is the Mystery of the Incarnation of the Word of God that is still ongoing. The Church is a life. The very life of Christ which flows in the veins of his friends.
During the celebration, the relics of some saints were put at the basis of the altar. They are the relics from the bodies of Saint Peter and Saint Paul, Saint Francis of Paula, and Saint Frances Cabrini – these were brought as a precious gift from Italy by Father Valentino Campanella, Father Francesco’s beloved friend and seminary class-mate.

The relics of the saints remind that the life Christ gives is holiness. All of us partake in it for the baptism. Those who are already in the plenitude of the glory of Christ, the saints; those who have passed through death and are being purified also thanks to our prayers; and we who are still pilgrims in this world, we all are one family.
In this land of tea plantations and jungle, in Sylhet division, in Bangladesh – where the presence of Christians does not reach the 0.1%– the Saint Michael Church proclaims that the Lord is present, speaks with his friends, reinvigorates them through the sacraments and gives them the consistency of living communities always ready to share in charity and announce the Gospel.
The Saint Michael the Archangel church

The Saint Michael’s church is a two stored building. On the ground floor the liturgical hall; on the first floor the priests’ house. It has been built thanks to the help of “Church in Need”, “Missio Aachen”, and “Propaganda Fide”. Many are also the benefactors from Ecuador, through the diocese of Ibarra, and Italy, through the “Shaplà” Association.
The Bishop of Sylhet, Monsignor Shorot Francis Gomes, in the homily of the Dedication Mass, expressed gratitude to the benefactors and to the Ecuadorian Diocese of Ibarra, whose missionary, father Francesco Rizzo built this church and whom the pastoral responsibility is now entrusted to. Monsignor Gomes especially reminded the contribution of His Excellency Valter Maggi, “a missionary-hearted bishop” – he said – from whom the fraternal cooperation of Ibarra diocese has started, 8 years ago. Indeed, the name “Saint Michael” was given to this church because the Archangel is the patron of Ibarra.
The artists of the small town of Saint Antonio of Ibarra are those who made the woody sculptures that give to the simple church of Kamudpur that beauty that nurtures the heart and attracts towards Christ: the Crucifix, the statue of Saint Michael the Archangel, the dove of the Holy Spirit above the altar and the stations of the Way of the Cross.
Other significant elements of the church are: the blue colour of the interior, which signifies the Heaven who takes part in the liturgy enters, and, on the façade the big rose window, which signifies the same Christ with the twelve apostles, meaning the Church is Christ grounded communion.

From the temple to charity works
Moreover, the temple meets its expression in charity works. Indeed, a part of the building is the Health of Family Promotion Centre (built with the help of the Italian Bishops Conference) and, a few metres further, the “Girls’ Hostel” building is under construction. It will be the residence for 32 girls, coming from tea worker villages or “pan” leaves farmer villages, who will have a comfortable place to stay and attend classes in the nearby colleges.
Finally, that is a great work that the Lord does through the poor hands of his friends.


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Progetto Salute Visiva a Giasnogor

A Giasnogor, dove si trova il seminario Saint John e la scuola dei Fratelli Maristi “San Marcellin”, il 28 aprile scorso, l’équipe dell’ospedale oculistico “Moulvibazar BNSB Eye Hospital” di Moulvibazar ha realizzato una campagna di salute visiva con il controllo della vista di 500 studenti. La campagna è stata possibile grazie anche al sostegno della Fondazione MEI attraverso l’associazione Shapla’.
Gli oculisti hanno esaminato la vista degli studenti e fornito occhiali a coloro che ne avevano bisogno.
Grazie, agli oculisti per il loro appassionato servizio e alla Fondazione MEI per il prezioso sostegno.






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Visual Care in Giasnogor

En Giasnogor, donde se encuentra el seminario menor “San Juan” y la Unidad Ecucativa de los Hermanos Maristas “San Marcellin”, el equipo del Hospital Oftalmológico “Moulvibazar BNSB Eye Hospital”, el 28 de abril pasado, ha realizado la campaña de salud visual controlando la vista y las condiciones de los ojos de casi 500 studenti y entregando los lentes a los que los necesitaban.
La campaña ha sido posible gracias a la ayuda de la Fundación italiana MEI, a través de la coordinación de la Asociación Shaplá.
!Gracias a los oftalmólogos por su apasionado servicio y a la ayuda preciosa de la Fundación MEI!






Visual care
In Giasnogor, the place of Saint John’s Seminary and the Marist Brothers’ “Saint Marcellin” School, on the past 28th April, a team of the Moulvibazar BNSB Eye Hospital conducted a campaign of visual care. Almos 500 students have had their sight checked and those who needs receive their glasses. The campaign was possible thanks to the help of the MEI Foundation and with the coordination of the “Associazione Shaplà”.
Thanks for your passionate service and precious support, BNSB Eye Hospital oftalmologists and for your support MEI Foundation!
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L’attesa del cuore diventa decisione per l’esistenza

L’anno del Seminario “Saint John”, di Sylhet, si conclunde proprio mentre ci inoltriamo del tempo dell’Avvento, il tempo dell’attesa del Signore che viene.
In questi ultimi giorni prima di lasciarci per tornare a casa, dalle famiglie, per le vacanze, con i seminaristi abbiamo vissuto un’intensa verifica del cammino percorso, meditando proprio sull’attesa, prima con il ritiro spirituale nel seminario, a Giasnogor, e poi con le giornate di convivenza con i bambini di tre villaggi. A Chatlapur, in mezzo alle piantagioni di tè, a un’ora dal seminario, e a Jaflong a quattr’ore di pulman, nei due villaggi di Borla Punjee e Lama Punjee, a nord, al confine con l’India, i seminaristi hanno giocato e cantato con i bambini condividendo con loro la gioia della fede, con semplicità.

Il tema delle giornate di convivenza è stata la domanda sorprendente di Gesù al cieco di Gerico “Tu cosa vuoi?”.
Nell’assemblea fatta al ritorno dal viaggio di tre giorni, i seminaristi raccontavano che guardando i volti dei bambini avevano capito che l’attesa è dentro il cuore di ogni essere umano. Shuvro, uno dei ragazzi più grandi, di seconda superiore, diceva: “desiderio e fede, questo è ciò che siamo: un bisogno profondo e la certezza che il Signore Gesù lo colma”. Senza prendere sul serio quel desiderio che abbiamo nel cuore, anche un’esperienza così bella come quella vissuta in quei villaggi fuori dal mondo, non lascerebbe nulla in noi. Senza desiderio – desiderio di vita piena – non ci sarebbe fede.
Onik – prima superiore – diceva: “la fede è quella cosa che ci rende attivi, altrimenti come avremmo potuto mettere in piedi quest’opera meravillosa che abbiamo fatto insieme”.

“…E la gioia! In quei bambini la gioia!” dicevano altri ragazzi. “E quanto abbiamo mangiato! I grandi della comunità hanno preparato tutto quel ben di Dio per noi!”, altri poi: “Certamente ci aspettavano!”

Rejos – un ragazzo che in genere parla poco – ha colto poi l’urgenza di quella domanda di Gesù per sé: “Ed io cosa voglio?… Io vorrei stare sempre con Gesù e vivere per annunciare il Vangelo”. “Io voglio servire la Chiesa”, gli ha eco Nihit, un ragazzone di seconda media. Insomma, l’attesa del cuore urge una decisione per l’esistenza.

Buon Natale e grazie a coloro che sostengono il cammino del Seminario della diocesi di Sylhet.
Per sostenere le opere
SHAPLA’ – Associazione no profit per il Bangladesh
Bcc Magna Grecia
Shaplà Associazione no profit per il Bangladesh
IBAN IT 02 O070 6676 5320 0000 0039 267 ;
Codice Swift: ICRAITRRTM0
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Inaugurazione del Centro di Promozione della Salute

Il “Centro di promozione della salute della famiglia”, della missione di San Michele Arcangelo, a Kamudpur, è stato inaugurato il 28 ottobre scorso alla presenza del Vescovo di Sylhet, S.E. Mons. Shorot Francis Gomes, dei rappresentanti delle comunità cristiane di diversi villaggi e di un gruppo numeroso di vicini, abitanti del Kamudpur.



L’edificio del Centro è stato costruito grazie al sostegno economico della Conferenza Episcopale Italiana e di altri generosi sostenitori di questa missione confidata a don Francesco Rizzo, al sacerdote missionario fidei donum della diocesi di Ibarra, Ecuador.




Dalla parrocchia di Sreemongol, le suore della locale congregazione “Holy Mary Queen of the Apostles”, prenderanno a carico il Centro nella sua fase iniziale.






La semplice cerimonia di inaugurazione si è convertita in un festa di fraternità per i cristiani presenti che hanno potuto vedere con gratitudine e stupore come la Missione di San Michele Arcangelo sta prendendo forma, adesso con il centro di promozione della salute, fra pochi mesi con l’inaugurazione anche della chiesa e della casa per i sacerdoti e, più tardi ancora, con la residenza per studentesse, il cui edificio sarà iniziato il prossimo mese.


“La fondazione di questa nuova missione più vicina ai nostri villaggi – ha detto uno dei presenti – aiuterà le nostre comunità a partecipare ancor più profondamente nella vita di fede e di carità ed offrirà, attraverso questo centro di promozione della salute, un servizio prezioso per i fratelli più bisognosi”.
Il Vescovo, Mons. Shorot Francis Gomes, ha espresso la sua gratitudine ed ha invitato tutti ad essere sempre riconoscenti verso i benefattori e i missionari che sostengono la Chiesa di Sylhet ed, in particolare questa nuova missione. Mons. Gomes ha ricordato anche come l’inizio di quest’opera al servizio dei poveri e del Vangelo è stato possibile grazie all’incontro provvidenziale con S.E. Mons. Valter Maggi che avviato la missione diocesana di Ibarra qui a Sylhet.
Per sostenere la Missione:
SHAPLA’ – Associazione no profit per il Bangladesh
Bcc Magna Grecia. IBAN IT 02 O070 6676 5320 0000 0039 267 ; Codice Swift: ICRAITRRTM0
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“Tu per tutti”. Il grest nel villaggio

Per quattro giorni, dal 16 al 19 aprile – gli ultimi delle vacanze – i seminaristi del seminario “Saint John” hanno portato l’esperienza del GREST a Kurma Punjee, un piccolo villaggio, nella missione di San Michele Arcangelo.
Lavorando sul tema “Tu per tutti. Chi è il mio prossimo?”, 24 seminaristi, guidati da don Francesco e don Raphael hanno accompagnato i bambini e i ragazzi nell’esperienza dell’amicizia con Gesù che dona la vita per tutti ed invita a vivere come Lui, come Lui stesso insegna nella parabola del Buon Samaritano.
Biphol e Laki, la coppia di maestri e catechisti hanno organizzato con le famiglie una straordinaria accoglienza per i nostri ragazzi. La cappella si trasformava di sera nel dormitorio, l’aula della scuola era la sala da pranzo e l’intero villaggio il campo da gioco.
Tra corse, caccia al tesoro, battaglie con bombe d’acqua ai bordi del ruscello, canti a squarciagola… il villaggio di 38 famiglie è stato messo sottosopra. Nella festa finale, tutto la gratitudine commossa delle famiglie e dei catechisti ha confortato e confermato i nostri seminaristi: ciò che imparano è reale, Cristo è veramente risorto.
Per sostenere la Missione: Bonifico a favore di SHAPLA ASSOCIAZIONE NO PROFIT PER IL BANGLADESH, IBAN IT02O0706676532000000039267. BCC Magna Grecia
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Siate sempre lieti

Il mese di dicembre coincide, qui in Bangladesh, anche con la fine dell’anno scolastico.
I ragazzi del seminario minore di Sylhet, “Saint John’s Seminary”, fremono già per tornare a casa. A scuola, gli esami e le verifiche sono ormai finite, ma occorre anche esaminare cosa è accaduto in questi mesi del nostro stare insieme. Senza lo sforzo personale di giudicare, cioè senza cercare di cogliere il significato di ciò che si è vissuto, l’esperienza non arriva ad essere pienamente tale, il cammino fatto non è realmente “mio”.

Così, per qualche giorno ancora, finite le lezioni a scuola, prima di partire per le vacanze, nel seminario si sono svolte le “giornate di valutazione”. Il ritiro spirituale, la visita al villaggio cristiano di Giasnogor Punjee, la convivenza con i nuovi ragazzi che entreranno in Seminario il prossimo anno, persino la gita in piscina… Giornate intense per sperimentare la verità di quelle parole di San Paolo che ascoltiamo nella terza domenica d’Avvento: “siate siempre lieti”. È l’esortazione a vivere con consapevolezza la letizia della fede, la certezza che il Signore già viene. Occorre “conservare irreprensibile”, vale a dire custodire l’integrità del nostro essere, la coscienza di essere “suoi”. “Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, – continua San Paolo – si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo”).

I ragazzi, in questo sforzo per “giudicare” hanno colto il valore della loro esperienza: è la bellezza della comunità che affascina e rende certi nel cammino, è Gesù che corrisponde all’attesa del cuore. Egli, la pienezza del nostro essere imcompleto, si lascia intravvedere nella comunione per essere atteso e accolto.
Buon Natale, cari amici. Grazie per l’affetto e il sostegno verso la Missione in Bangladesh.
Don Francesco Rizzo
Per sostenere l’opera missionaria: IBAN: IT02O0706676532000000039267 (Shapla’ Associazione No Profit Per Il Bangladesh)





















